Risolvere problemi con l’imperfetto

Cosa succede se il tuo cliente continua a parlare al presente del suo problema? Come posso fargli capire che cambiando il modo di parlare può già risolvere i problemi?


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Spesso, anzi, spessissimo mi capitano clienti che parlano al presente del loro problema. Per risolvere i problemi invece è fondamentale che noi li aiutiamo sin da subito a parlarne al PASSATO.

Ma come Debora? E’ chiaro che ne parlino al presente se sono problemi presenti, no? Lo capisco, ed è logico, MA è sbagliato per risolvere i problemi.

Una delle indicazioni che io do subito ai miei clienti è quello di parlare al passato di ciò che ERA, anche se l’ultima volta risale a cinque minuti fa!

“Mi blocco” diventa “Mi bloccAVO”.

“Mi odio per questo” diventa “Mi odiAVO” per questo, e poi posso procedere con le ristrutturazioni (guardati il video sui paroloni e il potere delle parole dei clienti).

Come Morgan Freeman fa capire a Jim Carrey che tutti i ricordi sono in un cassettone, anche noi coach vogliamo far capire ai nostri clienti che se continua a vivere EMOTIVAMENTE (cioè a livello di sistema nervoso) una situazione nel presente, questa sarà sempre considerata “presente” per il suo ippocampo.

Quando suggeriamo al nostro cliente di usare il tempo indicativo imperfetto, gli suggeriamo che ERA, è finita, ora è diverso… E presupponiamo tutta una serie di possibilità.

EVO – AVO – IVO sono le prime correzioni che vogliamo chiedere ai nostri clienti per far sì che possano risolvere i problemi presto e efficacemente.

Scopri invece il caso opposto: in quest’altro articolo scopri cosa fare quando il cliente è bloccato nel passato.


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