Il Personal Trainer che fa anche il Mental Coach

Cosa fa un Personal Trainer quando prepara “la scheda” al cliente? Chiede? Indaga? Ha una mappa completa? Aiuta il cliente a capire meglio ciò che vuole? I suoi limiti? Il suo potenziale? Vediamo un’intervista tipo.


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Non dirmi, chiedimi

La premessa. Mi iscrivo in palestra. Il simpatico Trainer di palestra mi rende noto che posso prendere appuntamento alla reception per una consulenza con lui. Ne prendo atto, gironzolo tra zona aerobica e zona pesi. Mi diverto per qualche settimana tra gli attrezzi e poi passo all’azione…

L’azione. Prendo appuntamento e mi presento davanti al Personal Trainer già scaldata dal Tapis Roulant. Sorridente, viso aperto, prende foglio e cartelletta e ci sediamo alla sua scrivania. Inizia con alcune Domande, utili, pratiche e interessanti. BENE: un punto per il Personal Trainer. Le sue domande riguardano:

  • la frequenza, cioè quanto spesso conto di andare in palestra alla settimana
  • la durata, cioè quanto riesco a stare ad ogni sessione
  • l’obiettivo, cioè il “perché” mi sono iscritta.

La scivolata. Eravamo partiti bene MA… Ma, dopo queste tre domande iniziali, il Personal Trainer si è fermato. Ma come? Ora che eravamo arrivati all’obiettivo, al “perché” mi sono iscritta, è finita qui?

Il Personal Trainer, convinto di essere estremamente corretto e professionale, comincia a illustrarmi gli attrezzi o gli esercizi a corpo libero che effettuerò il primo giorno della settimana, poi quelli del secondo giorno dedicato alla palestra e poi del terzo.

Lo sai cosa voglio?

Come tutti i professionisti che hanno a che fare con il pubblico, anche un Personal Trainer di palestra OGGI deve sapere che il lavoro non finisce a iscrizione fatta. L’ufficio vendita iscrizioni (o la Reception) non fa tutto il lavoro. Il lavoro continua con il servizio all’interno della struttura: dall’accoglienza, la pulizia del luogo, la prontezza nel risolvere le esigenze dei clienti…

Il Personal Trainer non può solo consegnarmi una scheda standard per la mia età, stile di vita e aspettative generiche. Fermarsi all’obiettivo generale non è sufficiente. Oggi anche il personale di palestre DEVE fare il Mental Coach.

Domande Utili prima della scheda di lavoro

Ecco cosa potrebbe chiedere / o avrebbe potuto chiedermi il Personal Trainer per l’ottimale preparazione di una scheda sportiva. Riporto qui le domande utili che avrei voluto mi fossero poste al mio colloquio in palestra e simulo le risposte che avrei voluto dare:

Q: Qual è il tuo obiettivo?
A: Tonificare e risolvere il mal di schiena.

Q: Cosa intendi per mal di schiena? Quando hai mal di schiena? Cosa fai per averlo?
A: E’ la posizione seduta e come tengo il mouse. Qui dietro devo rinforzare assolutamente.

Q: Bene, hai altri problemi fisici che devo conoscere prima di proporti degli esercizi?
A: sì, non voglio sforzare le ginocchia, altrimenti mi fanno male e si gonfiano un po’. Vedi, non ho più molti quadricipiti rimasti e voglio rinforzare anche quelli.

Q: Hai preferenze di esercizi? Urgenze di lavoro? Esperienze positive che vuoi replicare qui?
A: Pensavo di fare i classici 20 minuti di lavoro aerobico, poi di fare un po’ di pesi. Mi piace usare gli strumenti e quindi gli esercizi a corpo libero non mi motivano molto… Mi sembrerebbe di essere a casa mia. Visto che sono qui vorrei fare cose che solo qui posso fare, o quasi.

Q: Bene. E per quanto riguarda le parti del corpo su cui vuoi lavorare di più o prima, cosa mi dici?
A: Dunque, sicuramente la postura, le spalle, la schiena in generale. Poi i glutei e i quadricipiti, altrimenti tutto pesa sulle ossa e le giunture e lo sento. Gli addominali sicuramente ma quelli sono messi abbastanza bene.

Q: Ok, allora, ora vorrei proporti degli esercizi con gli attrezzi e se ci sono domande ti prego di interrrompermi.
A: Ah, sì, prima di iniziare con il giro, vorrei chiederti un’altra cortesia, di mostrarmi cose semplici, poche e semplici. Mi piacerebbe andare in giro senza la scheda, che mi dà intralcio. Quindi vorrei non più di 5 attrezzi a volta. Altrimenti rischio di non fare proprio nulla se diventa complicato.

E la motivazione?

Ecco, tutte le domande sopra riportate sono solo esplorative, per permettere al Trainer di palestra di identificare la persona, i suoi bisogni e i suoi interessi. Se poi, il Personal Trainer volesse capire su cosa poter fare leva, senza cercare di “indovinare” la motivazione del cliente o andare per stereotipi, io suggerirei semplicemente di CHIEDERLA al cliente.

Nel mio caso lo stereotipo è quello della donna nei suoi primi “anta” che ha voglia di risentire il vigore dei vent’anni. Ma se io mi sentissi già così? Se a me questo paragone desse fastidio? O se mi spaventasse?

Ecco che semplicemente chiedere al cliente «Cosa ti farà venire in palestra con la buona energia?», «Cosa ti aspetti di sentire e di vedere tra tre mesi di lavoro costante in palestra?», lo farebbero sentire considerato e importante, almeno per quei 30 minuti dedicati.

La motivazione è soggettiva, non stereotipiamola, non gettiamola via… Chiediamola.Debora Conti

Se sei un Personal Trainer interessato ad approfondire questo tipo di approccio “client-oriented”, o sei un professionista di altro genere ma trovi similitudini nel tipo di interessamento al cliente e personalizzazione del servizio, ti posso consigliare di farti un giro in questo sito e:

  1. Leggere altri articoli di riferimento

  2. Cercare un tra i miei ebook che ti aiuti a fare Domande Utili al cliente e ad approfondire la figura del professionista-coach

  3. Visitare la pagina del corso dal vivo “Strumenti di Coaching” che propongo a tutti i coach e ai professionisti che vogliono imparare un modo corretto e rispettoso per relazionarsi con i propri clienti.

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